Dal Pakistan al Laos

Il giovanissimo contabile lavori Irfan Mahmood, 22 anni, pachistano, lavora dal giugno 2009 per la costruzione dell’impianto idroelettrico di Theun Hinboun che Cmc sta realizzando in Laos.

“E’ la mia prima esperienza di lavoro all’estero per un progetto idroelettrico. Durante il mio periodo di lavoro con Cmc ho avuto modo di usare le mie capacità e le mie conoscenze tecniche in diversi settori. Trovo che le proprie capacità possano migliorare nel lavoro quotidiano condividendo le proprie conoscenze con i colleghi.

Sono un musulmano moderato ma obbedisco diligentemente alla mia religione e ai principi guida del nostro libro sacro, “Quran”, il Corano, che ho appreso dai miei insegnanti e dalla mia famiglia. Credo nel rispetto delle altre religioni, è quello che mi è stato insegnato.

Lavoriamo in Laos dove più del 99% delle persone è di fede buddista e ho trovato pochissimi musulmani nella “Jamia Masjid” la Moschea di Vientiane. Non ho avuto particolari problemi nell’ambiente di lavoro di Cmc, tuttavia ho incontrato alcune difficoltà nel praticare la mia religione. Nell’area di cantiere non c’è una “Masjid” e quindi non possiamo pregare in gruppo e abbiamo difficoltà a celebrare le nostre ricorrenze religiose. Qualche problema anche con il “Halal foods”, il cibo permesso dalla nostra religione.

Il Natale non è una festa musulmana, quindi i Paesi musulmani non la celebrano. La notte di Natale si festeggia la nascita di Gesù. La maggior parte dei musulmani trascorre quella notte pregando e intonando “Zikrs”, canti religiosi, in modo tale che Allah perdoni i loro peccati.

In questi giorni di eccesso di divertimento e di consumismo, è facile venire presi dalla frenesia della cosiddetta “holiday season”, raramente ci fermiamo a considerarne il significato. Ho detto cosiddetta, perché il vero significato della parola “holiday” deriva da “holy”, sacro, e “day”, giorno. Tuttavia, queste giornate rischiano di essere tutto fuorché sacre”.

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