Challenge 21, le giornate del Pio Manzù

Le ragioni dell’economia e del progresso possono coniugarsi con le esigenze di qualità e di equità sociale? una crescita equilibrata è possibile senza compromettere l’ambiente, il clima e le risorse naturali del nostro pianeta? erano queste le domande indagate nel corso delle giornate del convegno internazionale di studi Pio Manzù a Rimini dal 15 al 17 ottobre. Cmc era tra i sostenitori.

Il guadagno non fa la felicità, ma per se stessa questa considerazione non basta a cambiare atteggiamento, se è vero che la ricerca di una società più giusta ed equanime sembra essere nelle corde di filosofi ed umanisti, mentre dagli economisti viene confermata la logica del profitto e dell’accumulazione. Che ci si interroghi sull’opportunità di cambiare i modelli di riferimento, alla luce della crisi economica e dei grandi cambiamenti in corso, fa parte delle grandi sfide per l’umanità nel XXI secolo, laddove i problemi ambientali e sociali ci costringono a non dilazionare oltre nelle scelte strategiche per il futuro dell’ umanità.

Diverse erano le linee di analisi delle giornate, approfondite attraverso vari workshop, ai quali hanno partecipato esperti provenienti da varie parti del mondo. Ambiente, energia, crescita demografica, terrorismo e disparità di genere sono stati i filoni di analisi, per arrivare infine, nell’ultima giornata, ad analizzare se sia possibile una trasformazione dell’economia e della produzione di beni e servizi.

Se, come ha detto Serzio Izzo nella giornata conclusiva, il cambiamento ha determinato sviluppo ma anche disorientamento ed oggi il senso di isolamento degli anziani va di pari passo con le false aspettative dei giovani, diviene una necessità quella di capire chi siamo, cosa facciamo e dove stiamo andando.  E’ certo che siamo tutti interconnessi e trovare la strada per una società più giusta ed equanime è la grande sfida che ci aspetta.

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